Messa a fuoco

Filosofeggiando, La mia Voce, Sono cose della Vita Add comments

Ho 33 anni. Da quasi 13 ho rivisto gran parte della mia vita e ristabilito le mie priorità orientando il mio lavoro verso il mondo della comunicazione.

Ho iniziato a studiare come si comunica; come si parla in modo convincente e, soprattutto, in modo da farmi ascoltare, essere gradevole, arrivare al mio interlocutore. E’ stato un percorso fatto di parole che suonano in un certo modo, vocali accentate in modo corretto o molto scorretto, onde della voce, frasi aperte e chiuse. Insomma, ho curato “l’involucro” del comunicare. La superficie.

Il contenuto è un’altra storia, ha un altro percorso e quello non si apprende dai libri. Il contenuto cresce e cambia parallelamente allo scorrere della tua vita e alla tua minore o maggiore sensibilità.

Anche il mio contenuto è molto cambiato in questi anni.

Ma da poco ho scoperto che la comunicazione è anche molto molto altro. Non ci avevo mai riflettutto eppure ora che me lo hanno fatto notare mi sembra così evidente…

Per comunicare con una persona bisogna, soptrattutto, ascoltarla.

La comunicazione più profonda è fatta di silenzio, di spazio regalato all’altro.

Da oggi inizia un nuovo percorso, per me.

Devo imparare ad ascoltare bene. Per parlare c’è tempo.

Sandra




12 Responses to “Messa a fuoco”

  1. braciola scrive: |

    tratto dalle memorie, nonchè prolifiche pippe mentali, di una braciola:

    Le parole

    Fiumi in piena
    si accavallano fra le onde
    rompendo gli argini o,
    strozzate in gola,
    attendono tenaglie
    che le aiutino a sbocciare.
    Quando nascono,
    le parole,
    con un fiuto da cane da trifola
    - snìf snìf -
    cercano il corpo ideale da abitare.
    Alcune,
    si affidano a inserzioni sul giornale:
    “AAA…cercasi esemplare
    in sana e robusta costituzione,
    accogliente e termoautonomo
    con doppi servizi,
    vista binoculare
    e box encefalo già arredato e integro
    o condizioni pari al nuovo…
    telefonare ore pasti,
    no intermediari nè perditempo”.
    Ma trovano sempre il soggetto giusto?
    In libera uscita,
    s’incontrano con altre parole
    per lo struscio quotidiano.
    Non so se si capiscano le parole…
    Uscire dal corpo che le ospita
    e introdursi
    in quello di un estraneo
    è vera violenza carnale.
    Le parole,
    sono single per scelta…
    di chi non le ascolta.
    :-P

  2. Maurizio scrive: |

    Sandra, spesso ci vuole coraggio per crescere, perchè restare “inconsapevoli” ci fa un gran comodo… e poi, in quest’epoca di “vuoto cerebrale” diffuso… leggere qualcuno che da senso alle sue parole… e che da senso anche ai suoi silenzi… è una grande rarità… Un bacio, grande, grande…

    P.S.: Braciola… mi dispiace… ma sento il bisogno irrefrenabile di linkare il tuo blog sul mio… non è una proposta… tranquillo… è solo demenza precoce… :D

  3. braciola scrive: |

    Mauri, io avevo già linkato il tuo indirizzo blog, senza chiedere permesso, sul mio spaces.
    Occhio che te ce clicco… :-)

  4. Francesco da Matera scrive: |

    Vi è un detto: ” Le parole sono preziose, ma più prezioso è il silenzio “. Questo detto risulta sempre profondamente vero. Più ne capiamo il significato, più realizziamo questa verità. Quante volte durante il giorno ci capita di dire qualcosa che sarebbe stato meglio tacere! Quante volte disturbiamo la pace del nostro ambiente con una involontaria mancanza di silenzio. Quante volte riveliamo le nostre limitazioni, la nostre meschinità, la nostra grettezza, che avremmo potuto nascondere, se solo avessimo taciuto! Quante volte, benchè desiderosi di rispettare gli altri, non riusciamo a farlo, perchè non sappiamo tacere. Per un uomo che vive in questo mondo un grande pericolo sta in agguato, il pericolo di confidarsi con una persona, con la quale non volevo confidarsi. Corriamo questo pericolo non sapendo tacere. Un grande interprete della vita, il poeta persiano Sa’di dice:”Che valore ha il buon senso, se non viene in mio soccorso prima che io pronunzi una parola!”. Questo ci dimostra che malgrado la nostra saggezza, possiamo fare uno sbaglio, se non abbiamo un buon controllo nelle parole che usiamo. Di questa verità troviamo facilmente degli esempi: coloro che parlano molto, hanno minor potere di coloro che parlano poco. Una persona loquace può non essere in grado di esprimere un’idea in mille parole, mentre chi è padrone del silenzio, sa esprimersi con una sola parola. Tutti possono parlare, ma non tutte le parole hanno la stessa potenza. Inoltre, una parola dice meno di quanto sappia esprimere il silenzio. La nota fondamentale di una vita armoniosa è il silenzio.

  5. Sandra scrive: |

    devo fare un bel “segnalibro” a questi commenti e rileggermeli periodicamente per il resto della vita :) Grazie a tutti, che poeti…

    Sandra

  6. Francesco da Matera scrive: |

    Ciao Sandra, ho dato una sbirciatina nel blog di antonella caramia, dove appare una sua caricatura. Bene ti volevo dire che se mi gira, e sopratutto se a te fa piacere, cercherò di rappresentarla (visto che sono andato al liceo artistico…non per vantarmi :P ). Dai ce la faremo a metterne una nel tuo blog?

  7. Elisabetta scrive: |

    Ti faccio tanti auguri per questo nuovo percorso, allora. Non che tu ne abbia bisogno, ti conosco da un po’ e so quanta volotntà sai mettere nelle cose e che meraviglie sai creare ;) Non smettere mai di essere così. Hai scelto un compito difficile: ascoltare gli altri, ascoltarli veramente, può essere destabilizzante ma meraviglioso. Buon Weekend

  8. Lalabel scrive: |

    Cara sandra, io non ho mai avuto dubbi sull’arte che possiedi di saper ascoltare… se è vero che i silenzi sono importanti, come le parole devono stare al punto giusto… basta… sono quasi 33 anni che mi dicono che dovrei stare zitta, ma io non ce la faccio… io sono schierata: preferisco le parole ai silenzi,almeno sono meno tristi! ed anche se dicono cose spiacevoli, sono sempre meglio del nulla, quante volte avrei voluto dire o sentirmi dire la parola fine, invece di trovarmi davanti ad un muro fatto di dubbi ed incomprensioni chiamato silenzio. Scusate, ma io sono fatta così, mi piacciono le cose chiare e semplici… io voglio capire… e con il silenzio io non comprendo… viva l’espressione linguistica, anche quando sembra inutile! Lina

  9. Lalabel scrive: |

    Scusate se mi permetto di intervenire ancora, ma è da oggi pomeriggio che penso alla comunicazione, alle parole,al silenzio e all’incomunicabilità, magari non sono tanto brava a farmi comprendere, così uso profanamente una canzone di pino daniele, tradotta sempre profanamente da me, che anche se vivo situazioni completamente diverse dal protagonista del testo, ne comprendo a pieno le emozioni: SU L’ERBA CHE PROFUMA SI SVEGLIANO I COLORI E CAMMINA IL VECCHIETTO SOLO SOLO, QUANTE VOLTE SI È FERMATO X PARLARE CON QUALCUNO,MA NON C’È MAI NESSUNO CHE SI FERMA X ASCOLTARLO, E CAMMINA CAMMINA VICINO AL PORTO E ASPETTANDO ASPETTA LA MORTE, SE VENISSE ORA SAREI PIÙ CONTENTO,TANTO IO PARLO E NESSUNO MI SENTE. GUARDANDO IL MARE PENSA A MARIA, CHE ORA NON C’È PIÙ, SONO SOLO 3 ANNI,MA CI PENSA TUTTE LE SERE, PASSA IL TEMPO E NON MI PARE VERO. E CAMMINA CAMMINA VICINO AL PORTO E RIDENDO ASPETTA LA MORTE, SE VENISSE ORA SAREI PIÙ CONTENTO,TANTO IO PARLO E NESSUNO MI SENTE.

  10. Sandra scrive: |

    Ascoltare può davvero essere destabilizzante, perchè implica la possibilità di conoscere aspetti della vita, modi di pensare, agire, che ignoravi. Non credo sia sbagliato parlare (sarei un controsenso vivente) ma esprimere la propria opinione sempre nopn è detto sia necessario, aglui altri nè a noi. A volte ciò che è necessario è solo interagire con qualcuno; mettersi in ascolto crea il contatto, dice all’altro: sono qui, mi sintonizzo su di te e ti ascolto, qualcunque cosa tu abbia da dirmi. Dopo lo scambio sarà inevitabile e fruttuoso.
    Cara Lina il giorno che ci incontreremo io ti ascolterò, e sono quasi certa che il mio silenzio non ti sembrerà triste.
    Il silenzio di cui parli tu è un’altra cosa..quello lo abbiamo incontato tutti prima o poi nella vita, qualcuno tutti i giorni, qualcuno solo raramente; forse anche in base a questo si forma il nostro carattere e la nostra voglia di urlare o abbassare la voce.
    Io oggi ho voglia di concentrarmi sugli altri, smettere di avere a fuoco solo me stessa e i miei bisogni insoddisfatti. Provo una nuova strada. Prima o poi prenderò quella giusta.
    Un motivo per essere qui.
    Sandra

  11. david scrive: |

    sandra sono d’accordo con tè, forse el silenzio sia parente della sapienza. abbracci
    saluti p caro mascalzone e carmy, ci siete??

  12. emy scrive: |

    OK OK , credo sia giunta l’ora di dire la”mia”!
    -Mi metto comoda, a sorseggiar il mio caffè .. pronta a digitare sulla tastiera del pc a rompere questo silenzio…che fa rumore da un pezzo..

    Per prima cosa mi abbandono all’ASCOLTO di tutti i riferimenti che vorrei fare e a tutte le cose che avrei da aggiungere alle tue riflessioni..

    ma che confusione che sento!!!!!
    .. mille voci si accavallano e cercano di affermarsi sull’altra ognuna con la propria tesi e la propria spada sguainata pronta a colpire con un incisivo effetto sorpresa …chi vincerà??shhhh basta, facciamo silenzio, sto cercando di scrivere a Sandra (v’arripigliate???!) :D
    Dicevo,anzi comincio col sottolinearti,nuovamente, di essere una logorroica per natura … amo parlare, amo il confronto …a volte vorrei investir gli amici con cascate di parole … altre volte invece, amorevolmente mi pongo come il loro fiume che accoglie la loro intrepida cascata…

    Sono una pensatrice di quelle che a un certo punto van in tilt (BZZ BZz)causa pensieri labirintici filosofici-letterari, causa viaggi mentali in mille posti del mondo o in piccoli e grigi angolini dimenticati dal tempo ….

    oggi ho 24 anni all’anagrafe…e ciò che affermi non mi sorprende … ci sono passata anche io ..
    tant’è che scopro altro al di là del senso letterale delle tue parole ed è da ieri che CI PENSO su ciò che hai scritto …ho deciso di rompere il silenzio!:D

    >
    Ecco che riflessioni partono da me come navi per porti ignoti e tracciaando rotte parallele o che si intersecano conflagrando in schemi e diagrammi fatti di parole-chiave colorate …
    nuvolette tra un pensiero e l’altro … pause …

    Mi guardo dentro e ti parlo rovistando ancora e frugando tra cianfusaglie e pietre preziose che conservo nel cuore(dovrei riordinare un pò) :p
    ,,,ebbene…”ASCOLTARE FA BENE, NUTRE L’ANIMA , la RINVIGORISCE , la FORTIFICA , la ILLUMINA di quella LUCE che tu puoi restituire agli altri quando saranno loro ad ascoltare TE”.

    -Mi accendo una sigaretta, nel frattempo(lo so non dovrei rovinarmi così) mi pongo di fronte al tuo blog come si fa dinanzi ad un ‘OPERA d’ARTE …: l’opera d’arte la si ammira in silenzio … e così quando ti ascolto alla radio:non ammetto comunicazioni altre che interferiscano con la tua …
    RICORDI “L’INFINITO” DI LEOPARDI?? LUI ASCOLTA SE STESSO E CIò CHE VEDE PRIMA DI DESCRIVERLO “INTERMINATI SPAZI..SOVRUMANI SILENZI….PROFONDISSIMA QUIETE.. IO NEL PENSIER MI FINGO OVE PER POCO IL COR NON SI SPAURA..IO CHE IN QUELL’INFINITO SILENZIO A QUESTA VOCE VO COMPARANDO E MI SOVVIEN L’ETERNO..”

    .. ASCOLTARE .. …è un modo d’amare che apre alla riflessione e all’agire ponderato , misurato con una forte tensione all’equilibrio sostanziale ..mentre si tende a raggiunger una scaglia d’infinito ..

    ascolto e silenzio elementi necessari in una COMUNICAZIONE VERA in cui c’è confronto e scontro …a volte si confonde la comunicazione con la mera trasmissione di dati e informazione dove c’è uno che manda e l’altro che riceve ….
    ma pensa alle PAUSE di una musica, agli SPAZI bianchi tra le parole …e a volte capita , come è successo a me,che benenchè si riesca a dominare in tante occasioni le parole , non s riesce ad esser in grado di padroneggiare gli spazi in bianco,,,,io,(METAFORICAMENTE PARLANDO) tante volte..mi concentravo e l’operato era perfetto ma quando saltavo da una parola all’altra la mia mano si perdevaa … in un esitante bisogno di colmare quel silenzio/spazio bianco ….
    MA SIA LA MUSICA E SIA LE PAROLE ESISTONO E VIVONO SOLO PERCHè CI SONO LE PAUSE E GLI SPAZI IN BIANCO.

    il silenzio fa rumore , l’ascolto continua a DIRE e a comunicare …bisogna esser in grado di sostenerlo perchè a volte fa paura..perchè un pò come abnegare se stessi …solo le anime forti si lasciano trasportare dall’ascolto per varcare nuove soglie e rielaborare le proprie idee ed esperienze, saper distinguere ciò che è effimero da ciò che nn lo è.

    In conclusione Sandrinacara i CAMBIAMENTI , le prese di coscienza che il destino provoca in noi sono FAVOREVOLI quando si sanno DECIFRARE i MESSAGGI contenuti in essi …
    “..E COSì TRA QUESTA IMMENSITà SI ANNEGA IL PENSIER MIO E IL NAUFRAGAR MI è DOLCE IN QUESTO MARE..”

    un abbraccio,:D
    eMy

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