Drug preguntas

alla fine della storia

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…e ora che questo amore è finito, ora che non devo più svegliarmi cercando motivi che giustifichino questa storia,
ora riesco a mettere a fuoco alcuni errori. Certo non tutti, ma alcuni si.
In otto anni tante sono le cose di me che si sono modificate, dall’aspetto, certo, qualcuno la chiama maturità, a molti piaccio anche più oggi di ieri; al modo di dire le cose e sicuramente di pensarle. Comunicare è stato da sempre il mio mestiere, l’ho affinato e ho trovato la mia dimensione.
Ma se è vero che quel che siamo è, volente o nolente, anche merito (o colpa) di chi ci è stato accanto, in questo caso posso dire onestamente: no. Non è merito tuo. Non è grazie a te se oggi sono quella che sono. Non ti devo nemmeno un dettaglio di quel che oggi esce fuori di me.
Non ti devo la sicurezza, non ti devo la coscienza, non ti devo la crescita emotiva e professionale, non ti devo il senso di liberazione raggiunto quando ho smesso di elemosinare considerazione: “ehi, ci sono, esisto, mi hai voluta tu”.
Non ti devo nemmeno i rapporti umani che sono nati in questi anni. Perchè tutto me lo sono costruita io, pian piano, senza pretese, senza sgomitare e senza pretendere uno spazio che non mi hai mai concesso.
Parafrasando la Pausini (chi l’avrebbe mai detto): Mi tengo molto più di quel che perdo. Mi tengo, anche dopo 8 anni, la convinzione che nemmeno tu sei riuscito a togliermi, che alla fine le persone vere, quelle buone, quelle leali, vivono meglio. Mi tengo quelle persone con cui mi sono trovata, sperando davveroc he la lontananza non azzeri il rapporto. A te lascio la sete di arrivare, scalare, senza guardare in faccia nessuno dei tanti che ti trovi tra le braccia e che a te affidano una speranza.
Lamia vera repsonabilità, la mia colpa, è stata la fiducia riposta, la speranza nascosta, l’ottimismo, la possibilità che tiho dato.
Ma si sa, quando ami non puoi razionalizzare.
Un amore a senso unico, è chiaro.

Sandra

Non sono solo parole

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Questa parole le ha scritte Fabrizio Moro, le canta Noemi, ma le penso io, le pensa la mia vicina, il ragazzo che mi ha appena tagliato la strada, il fruttivendolo, la suora della mia parrocchia, il portinaio di fronte.
E’ così rassicurante pensare che, in un mondo così pericoloso e che tende a farci sospettare e temere di chiunque, poi, siamo tutti uguali, ugualmente deboli e fragili. Veri e non virtuali.
Sandra

Avere l’impressione di restare sempre al punto di partenza
E chiudere la porta per lasciare il mondo fuori dalla stanza
Considerare che sei la ragione per cui io vivo
Questo è o non è amore
Cercare un equilibrio che svanisce ogni volta che parliamo
E fingersi felici di una vita che non è come vogliamo
E poi lasciare che la nostalgia passi da sola
E prenderti le mani e dirti ancora
Sono solo parole
Sperare che domani arrivi in fretta e che svanisca ogni pensiero
Lasciare che lo scorrere del tempo renda tutto un po’ più chiaro
E ora penso che il tempo che ho passato con te
Ha cambiato per sempre ogni parte di me
Tu sei stanco di tutto e io non so cosa dire
Non troviamo il motivo neanche per litigare
Siamo troppo distanti distanti tra noi
Ma le sento un po’ mie le paure che hai
Vorrei stringerti forte e dirti che non è
Niente
Posso solo ripeterti ancora
Sono solo parole

Minestrone

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Insomma si sa, questa vita è un immenso dono. Che il più delle volte non sappiamo meritarci.
Io sono davvero brava a non meritarmelo.
Perchè passo proprio troppo tempo a sentire quanto certe cose, molte cose, mi risultino eccessivamente faticose.
Vivo giorni sperando di arrivare alla sera.
E quando mi soffermo a pensarlo mi giustifico dicendo che tutto questo finirà quando, finalmente, riprenderò a dormire almeno 5 ore di fila. Cosa che non accade da 5 anni e mezzo.
E sono un pò stanca, un pò esaurita, un pò a metà.
E’ comprensibile, no?
Insomma, mi assolvo, in attesa di verificare se, quando dormirò bene, riuscirò davvero a riappropriarmi della mia vita, del mio corpo e del mio sorriso.
Però giuro che ogni giorno lavoro sodo su me stessa, per essere meno passiva e molto più attiva e decisiva.

Oggi ho un piccolo turbine nello stomaco.
Vorrei parlare, gridare anche un pò, magari sulla cima di quella montagna che, come in un film, immagino sempre lì ad aspettarmi quando devo sfogare ciò che ho in corpo. Mi vedo lì su, con il mondo sotto di me pronto ad accogliere l’urlo rigenerante. Pulitore. Che tutto cancella e dissipa. Purificando l’anima dalle nuvole tossiche.
Ecco..al momento sono un tantino intossicata.
Eppure mi scopro molto più fredda e controllata nel gestire questa intossicazione rispetto a 3 anni fa quando, per analoghe motivazioni, ho vissuto tumulti interiori che hanno prodotto morti e feriti.
Questa vita è un immenso dono, ma diciamoci la verità: è anche un immenso paradosso. E’ un percorso ad ostacoli dove la difficoltà non è detto aumenti, perchè la capacità di sfruttare l’esperienza che hai accumulato negli anni ti consente di vedere le cose con una luce molto diversa ed una messa a fuoco non indifferente.
Non si esplode di rabbia, non si caccia bile.
Però si affaccia una presenza non sempre costruttiva: la rassegnazione.
E invece io voglio fare come suggerisce il commentatore Siddartha: trasformo tutto in nuove possibilità.
Come quando la sera non sai proprio che cucinare e metti in pentola tutto ciò che trovi. Un minestrone dal sapore imprevedibile.
Chi cena con me?

Sandra

l’anima

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Sarebbe bello se, quando ci guardiamo negli occhi, potessimo l’uno dell’altro vedere, sentire il suono, l’odore, le singole parole, il valore di tutto ciò che l’altro è stato, ha fatto, ha scritto, pensato, fino a quel giorno.
Sono qui di fronte a te e come una flebo indolore mi riempio de tuo vero valore. Vedo la tua anima.
E so chi sei veramente.
E tu sai chi sono io veramente.

Sandra

cosa c’è

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e così anche questo Natale è arrivato. Mi sono accorta che si avvicinava solo pochi giorni fa, quando la temperature ha iniziato a scendere.
Sono le 17.32, sono in diretta. Poche ore e inizierà il cenone a casa mia, nelle case di molti, certo non di tutti.
Che posso dire? Posso dire di non essere felice? Posso dire di non avere tutto ciò che si può desiderare di essenziale? Posso forse affermare che la vita con me sia stata avara? No, non posso dirlo. Non posso osare nemmeno pensarlo.
Forse è per questo che mi sento tanto in colpa al pensiero che vivo ogni giorno con queste ombre sul cuore. Una specie di latente insoddisfazione, una tristezza. Cos’è?
Cosa voglio?
Perchè mi sono detta: se c’è qualcosa che non va mettiamola a fuoco così proviamo a cambiare le cose e ad avvicinarci pian piano alla serenità. Ma non so capire dove sia il problema. Solo una cosa ho capito: ho bisogno di parlare con qualcuno. Vorrei tanto qualcuno che mi ascoltasse sincero.
Qualcuno che non vedesse come sono o non sono fuori, non vedesse cosa faccio nella vita, che non si facesse condizionare da nulla. Che ascoltasse e basta. Che sospendesse il giudizio come ho imparato fare io qualche anno fa e che di ogni domanda che mi ponesse volesse sentire davvero la risposta.

Ma oggi abbiamo tutti troppi problemi e pensieri. Vogliamo comprensione ma non abbiamo risorse per gli altri.
Così mi accorgo che…se non ho nessuno che ascolta smetto anche di parlare. Chi l’avrebbe mai detto.

Buon Natale.

Sandra

e quest’anno…

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…che obiettivi mi prefiggo per avere uno stimolo a riprendere e illudermi che questo sarà un anno migliore, più simile a me e ai miei sogni?
Che colore do a questo settembre che si avvicina?
Mancano 4 giorni e mi sembra di sentirne già l’odore; di erba bagnata, temporali di fine estate, malinconia per la stagione più bella che se ne va e delicata nostalgia di giorni freddi da scaldare col piumone.
Per Natale voglio perdere 7 chili, e l’obiettivo vero è non ritrovarli più.
Voglio provare ad alzarmi dal letto la mattina sempre col sorriso e con un tono di voce dolce, anche dopo 5 interruzioni di sonno e il definitivo risveglio non proprio graduale e caldo come il mio ormai delicato equilibrio psicofisico vorrebbe.
Voglio ricordarmi di più com’ero a 4 anni e meno come sono a 36.
Voglio lavorare per vivere e non il contrario, ma sempre divertendomi.
Voglio un giorno libero al mese, libero da responsabilità e tutto, o quasi, dedicato a me.
Lista dei buoni propositi o letterina a Babbo Natale?
Ne parlemero a fine settembre, almeno.

Buon rientro a tutti.

Sandra

Il fatto è

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che io ti amo.
E ogni volta che vedo il tuo faccino mi scoppia dentro e mi sembra di impazzire perchè riesco a toccare la mia fortuna, oggi, dopo un periodo in cui avvertivo questa fortuna solo attraverso la ragione.
Amo i tuoi occhi, la tua voce che sillaba, con il suono più dolce che abbia mai sentito, poche parole che sono tutto il tuo mondo.
Potrei morire affondando la bocca nelle tue guanciotte morbide, privilegio che raramente mi concedi perchè sei poco incline agli abbandoni tipici dei cuccioli. Sei nata già un pò grande, caparbia fino all’esasperazione, determinata e pronta a farti rispettare urlando le tue ragioni.
Poco più di un anno fa hai iniziato il tuo viaggio nel mondo; mi sembrava di averti accompagnata io a quel tuffo, ma forse non è stato esattamente così e ci ho messo un bel pò prima di recuperare contatto con la verità. Non mi piace ripensare a questo ultimo anno, perchè non è stato come avrei voluto e come avrei dovuto garantirti. Mi porterò questo rimpianto, ma non voglio che diventi un fardello, non voglio più farmi frenare da alcun peso. Ti tengo la mano e mentre cerco di infonderti sicurezza perchè tu possa fare i tuoi primi passetti da sola, lascio che sia tu ad accompagnare me, ancora un pò. Insegnami ancora che ogni giorno è unico e che il senso delle cose devo ricercarlo in te e non nelle cose. Ti amo infinitamente bambina mia, che sei arrivata in questa casa senza che avessimo il tempo di chiederti se ne avevi voglia; ti sei fatta avanti e ora sei qui. Benedetto quel giorno, perchè io ti amo e non saprei immaginarti più perfetta.
Ti amo piccolina, ti amo per sempre.
Mamma

Punto

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Sono pronta, ora posso venire con te.
Ho fatto a pugni con me stessa e anche con molte delle persone che sono state con me o contro di me.
Ho capito un sacco di cose, anche che alcune cose non potrò più sviscerarle tanto da raggiungere una vera risposta; quella sensazione di possedere la verità della mia storia non riesco più ad averla e ora so che fa parte della mia stessa storia.
Sono cresciuta e ora che mi volto vedo i passi fatti, tremati, ripassati, anche quelli fatti in punta di piedi per non svegliare nessuno.
Sono diventata grande, adulta; d’altra parte, se anche allo specchio non lo vedono i miei occhi, quelli degli altri dovranno vederlo se mi danno sempre della Signora.
Ho fatto tutto quel che dovevo per arrivare qui senza troppi rimpianti. Non ho obiettivi fondamentali che non abbia raggiunto. Ecco perchè sono pronta.
Ecco perchè posso ricominciare.
Ehi mondo, mi vedi? Sono qui! Nascosta dietro i panni di una mamma bis che lavora 7 giorni su 7 cercando di capire qual’è il limite tra dovere e piacere.
Posso esserti utile? Sai, tutto sommato penso di essere una risorsa ancora molto utile, serve qualcosa?
Mando curriculum? Lo so, c’è la crisi, pochi posti di lavoro e tanta disillusione. C’è carenza anche di vita? I giovani non giovani dove sono? A casa coi figli? Ma perchè una volta che fai i figli non puoi più avere una vita sociale? Ah! Non prima che i figli siano autonomi? Urca! Ma allora 18 anni? E va bè ma per allora saremo non giovani ad un passo dalla vecchiaia!
Mondo..mi sa che sei diventato vecchio prima di me.
Intanto io sono qui, con un figlio di 4 anni ed una di 10 mesi; li amo e sono la mia appendice. Impossibile pensarmi senza di loro e al momento nemmeno loro sono tanto dell’idea di stare senza id me per troppo tempo. Ma dopo essere mammasandra ora vorre tornare ad essere anche Sandra. Punto.
Vediamo che si può fare.

Sandra

quasi felice

Allegria!, AmiciMiei, Sono cose della Vita 2 Comments »

E’ arrivato il giorno.
Ho eliminato la polvere per benino.
Ho scostato la tenda e aperto le finestre.
E come spesso accade in questi casi la luce nuova mi ha permesso di vedere che non era tutto grigio, ma solo in ombra.
Non c’è quasi più ombra qui da me.
Forse è questo anticipo di primavera, forse è che all’improvviso mi sento meglio, fisicamente e moralmente.
Oggi mi sono emozionata, ho parlato, ascoltato, osservato, imparato tantissimo: che la vita non è mai come la programmi, che il tempo segna non solo la faccia e spesso quel che lascia non è esattamente ciò che avresti voluto 10 anni fa, ma che forse non ha nemmeno senso ripensare a 10 anni fa.
Se oggi siamo insieme non è già meraviglioso così?
Ho guardato in fondo in fondo a degli occhi belli e un pò tristi, più consapevoli e anche un pò delusi, avrei voluto che gli abbracci durassero di più di quell’attimo comunque lunghissimo in cui ci siamo parlati senza parole.
In quello che ho scritto non c’è tutto quello che avrei voluto, me lo tengo stretto ancora un pò…
..oggi sono quasi felice.

Sandra

Forza aliena!

Allegria!, Sono cose della Vita 3 Comments »

E’ molto difficile riuscire a dirottare gli interessi televisivi di un nano quattrenne solo su cartoni che tu, mamma, ritieni adatti a lui; e non voglio dire certo che per me dovrebbe vedere solo Pingu (che se fosse esistito ai miei tempi avrei schifato chiaramente) o i Teletubbies (sui quali risparmio ogni commento perchè potrei finire per essere davvero poco ortodossa), però non mi dispiaceva che gradisse i vari Manny tuttofare, Sam il pompiere, il Postino Pat, Rory ecc…insomma cartoni con una morale, e spesso interattivi ed educativi, che coccolavano la mia illusione che a 4 anni, nel 2011, si può essere bambini romantici, equilibrati e non posseduti esclusivamente dalla mostruosa voglia di combattere, distruggere, e mostrarsi sempre più forte, più veloce, più..più degli altri. Ero abbastanza soddisfatta che a scuola mio figlio avesse uno zainetto dei Barbapapà, molto colorato e allegro, anzichè quello zainetto verde fluorescente che hanno TUTTI i maschietti dell’istituto. Il mio nano quel personaggio che per cognome ha un numero nemmeno lo conosceva….eva…appunto.
“mamma, mi compri il braccialetto di Betlem forza aliena?”
“chi??Betlem? ma..a Betlemme è nato Gesù, lo sai?”
“No! è Betlem forza aliena, mi compri il braccialetto?”
“ma..per caso vuoi dire BEN TEN? (tipregonanostupiscimiedimmichenonèvero,cheèsolounoscherzoecheatedell’ominochesitrasformainalienostrapazzamostrinoninteressanullaperchèseiun’animasuperiore.tipregotipregotiprego)
” Betlem! Si chiama Betlem!
” Amen”.

Sandra